Emergenza senza fine dei rifiuti in Campania

18/12/2007 -

Nella foto a lato: ipotesi di porto-isola a sud di Salerno, indicativamente ad Eboli

Nota inviata al Dott. Alessandro Pansa, Prefetto di Napoli e Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania


Gent.mo Prefetto Dott. Alessandro Pansa,
Apprezzo, come cittadino, il suo impegno quale Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania.
Nonostante i suoi evidenti sforzi ed i suoi accorati appelli agli amministratori locali per la collaborazione e la messa a disposizione di nuovi siti di raccolta, ancora non si intravedono soluzioni adeguate ed avvio di attività per recuperare situazioni di normalità nel comparto.
Come già rappresentato al Commissario pro-tempore dott. Guido Bertolaso, con nota del 13.3.2007, vista la difficoltà incontrata dalla sua struttura nel “neutralizzare” l’immensa quantità di “ecoballe” variamente stoccate in Campania, porto alla sua attenzione una mia riflessione-proposta, augurandomi che sia foriera di utile applicazione.

Ho avuto occasione di approfondire il tema dell’auspicabile delocalizzazione del porto di Salerno a sud della stessa città, con un articolo dello scorso febbraio riportato in allegato.
A tal riguardo pochi giorni orsono, il 6.12.2007, in occasione della presentazione della “Proposta preliminare del Piano territoriale di coordinamento della Provincia di Salerno”, il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, ha esplicitato il proprio favore per tale soluzione.
Da “Il Mattino” del 7.12.2007 si legge: De Luca rilancia un’isola-porto a Eboli.

Se si conviene sulla bontà dell’idea del “porto-isola” a largo di Eboli, per smistarvi il traffico mercantile di merci dall’attuale, ingolfato porto di Salerno, si potrebbero da subito utilizzare le “ecoballe disponibili” per predisporre la struttura di contenimento della ipotizzata infrastruttura.

Il porto-isola, in ipotesi progettuale, avrebbe dimensione in superficie di oltre due chilometri quadrati e, posizionato a circa 2 km. dalla costa, avrebbe una profondità di oltre venti metri (necessaria per l’attracco delle moderni navi porta-containers), per una volumetria disponibile di oltre 40 milioni di metri cubi, in parte colmabile con la “risorsa ecoballe”.

Le ecoballe, prima di essere posizionate in loco, dovrebbero essere “ingabbiate” singolarmente in una “camicia” di cemento, con uno spessore di cemento avvolgente - in ipotesi di circa 30 cm - al fine di evitare ogni possibile contaminazione dell’acqua di mare con la quale venissero a contatto.

Se l’idea fosse ritenuta valida e condivisa, suffragata sul piano tecnico- scientifico, si potrebbe cominciare da subito la preparazione dei blocchi “cementati”, in zona costiera, in prossimità ed in linea con il sito marino prescelto per la realizzazione del porto-isola.
In tal modo si libererebbero in maniera progressiva anche gli attuali siti a nord di Napoli, di dimensione e costi di gestione smisurati ed insensati, dedicati al contenimento di ecoballe, a seguito del relativo trasferimento nella zona di utilizzo, pronte per essere dotate della protezione di cemento.

In contemporanea alla soluzione economica e abbastanza rapida del “problema ecoballe”, si avvierebbe la realizzazione di una importante infrastruttura (porto- isola) di grande utilità e ritorno economico per la Campania e l’intero Mezzogiorno, sfruttando razionalmente la “risorsa rifiuti”e liberando la Regione da una disastrosa calamità.

Gent.mo Dott. Pansa, mi auguro di cuore che la mia riflessione-proposta possa avere concreta utilizzazione.
In caso contrario, consideri il mio intervento quale auspicio per il buon esito del suo lavoro fatto di grande impegno e responsabilità che impatta in maniera determinante con il futuro di questa Regione, di grande storia e cultura, baciata dalla natura, ma sovente bistrattata da alcuni dei suoi uomini.
Cordiali saluti ed auguri per le imminenti festività.

Sàntolo Cannavale


L'allegato sopra richiamato, riguardante l’ipotesi di delocalizzazione del porto di Salerno è riportato su questo sito, alla voce “articoli”, in data 8.3.2007


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