Torre Annunziata: grandi lavori in Via Plinio ed elezioni comunali!!!

03/06/2017 - Mi chiedo e chiedo a tutti quelli più avvertiti e competenti del sottoscritto: il permesso a costruire milioni di metri cubi di cemento in Via Plinio, tanto proclamato ed osannato dall’attuale sindaco di Torre Annunziata, non ha niente a che vedere con l’incombente pericolo vulcanico e con la stringente normativa che vieta in maniera assoluta la movimentazione di ogni singola pietra nella zona torrese ed in tutto l’ambito territoriale definito “zona rossa”?









Sulle pagine di “Torresette”, giornale locale di Torre Annunziata (Napoli), leggo la seguente notizia:

Un mega-parco urbano nell'ex area Tecnotubi-Vega di via Plinio.

"Nella mattinata di martedì 30 maggio, il sindaco di Torre Annunziata, Giosuè Starita, e l'amministratore unico della IRGEN Re Pompei srl (la stessa che ha realizzato il centro commerciale Maximall di traversa Andolfi), Paolo Negri, si sono incontrati nella sede comunale di via Provinciale Schiti. Qui il primo cittadino ha consegnato nelle mani del rappresentante della società il permesso a costruire, «uno dei più importanti mai rilasciati dal Comune oplontino», ha detto Starita.

I lavori inizieranno lunedì 5 giugno. Si comincerà dall'abbattimento dei capannoni industriali esistenti nell'area e dalla bonifica da amianto presente nel sottosuolo, riveniente dal vecchio insediamento industriale. All'interno della struttura saranno realizzati un centro commerciale, una sala congressi, un multisala ed un albergo con 220 stanze.” ...

Non conosco le persone indicate nell’articolo, ignoro la loro storia personale e professionale. Prendo per buono il loro operato, salvo prova contraria.

Mi chiedo, però: quello menzionato nell’articolo di Torresette è un fatto di sostanza o meramente elettorale, in vista delle elezioni comunali a Torre Annunziata (Na) nel prossimo 11 giugno 2017? E’ una notizia fondata oppure è qualcosa di diverso che non mi è dato comprendere?

La poderosa, ciclopica iniziativa urbanistica è oggetto di "permesso a costruire" - «uno dei più importanti mai rilasciati dal Comune oplontino» a detta del sindaco uscente - accordato ed ampiamente propagandato con articoli e foto ufficiali di consegna del relativo titolo amministrativo al beneficiario.

Preciso che vedo di buon occhio tutte le iniziative tese a migliorare il volto economico, produttivo e sociale di una città e di una comunità, a prescindere dalla loro dimensione e collocamento in ambito politico.

Prendo atto della contrarietà al faraonico progetto da parte dei commercianti locali che vedono con il fumo negli occhi la realizzazione di nuove megastrutture commerciali – in aggiunta a quelle già esistenti in loco – con il pericolo di chiusura definitiva di negozi artigianali e punti vendita al dettaglio esistenti sul territorio.
Punti di vendita di per sé precari e poco redditizi, vista l’emigrazione inarrestabile degli abitanti della zona torrese: i giovani in particolare hanno pronta la valigia per cercare lavoro e dignità in altre zone d’Italia e d’Europa, sulla scia di quanti hanno già fatto la medesima scelta negli ultimi anni.

Non comprendo, però, come sia possibile progettare ed, eventualmente, realizzare nuove strutture per milioni di metri cubi di cemento in una zona per la quale è prevista l’inedificabilità assoluta a costruire a causa del pericolo Vesuvio!

Il Comune di Torre Annunziata, con supporto della Procura della Repubblica, è stato solerte ed implacabile nell’azione di demolizione di civili abitazioni e di piccole strutture artigiane e contadine non autorizzate, proprio in virtù della normativa di rischio vulcanico (cosiddetto pericolo zona rossa) e quindi dell’impossibilità a realizzare anche pochi metri cubi di cemento.

Nella zona Andolfi di Torre Annunziata è stata abbattuta di recente una palazzina e tre famiglie sono state buttate in strada con genitori in cerca affannosa di nuova casa per riparare i propri congiunti e bambini che hanno dovuto rimodulare la propria vita, quella scolastica compresa.

Nella stessa zona Andolfi, mia madre, coltivatrice diretta, defunta nel 2007, realizzò prima del 2000 un ampliamento di vecchia casa rurale per renderla fruibile ed abitabile, su un appezzamento di circa 9.000 (novemila) metri quadrati di terreno agricolo.

Dopo dieci anni dalla presentazione dell’istanza di condono edilizio avanzata nel 2004 - e cioè nel 2014 - il Comune di Torre Annunziata ha rigettato l’istanza di sanatoria avanzata da mia madre, con legge votata dal Parlamento nazionale – Governo Berlusconi - per fare cassa e fronteggiare gli squilibri della finanza nazionale e locale.

Nel novembre 2016, in qualità di erede della defunta madre, pressato dalla Procura della Repubblica di Napoli – a seguito della predetta bocciatura del condono edilizio da parte del Comune di Torre Annunziata – ho provveduto a demolire d'iniziativa l’ampliamento edilizio realizzato a suo tempo da mia madre, con costi non indifferenti e con la conseguenza di avere a disposizione la vecchia abitazione, inadeguata alla normale funzionalità ed abitabilità.

Tutto quanto innanzi, giustificato dal Comune di Torre Annunziata con la normativa di “inedificabilità assoluta” nel territorio torrese, per via dell’”incombente rischio vulcanico”.

Piccola parentesi: è tuttora in corso il procedimento giudiziario presso il TAR Campania contro la bocciatura da parte dell'amministrazione comunale torrese dell’istanza di condono edilizio avanzata nel 2004 da mia madre (ora defunta). Ma la Procura della Repubblica di Napoli ha ignorato questo passaggio giudiziario!

Dette circostanze a suo tempo - 21 ottobre 2016 - sono state portate all’attenzione anche del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Mi chiedo e chiedo a tutti quelli più avvertiti e competenti del sottoscritto: il permesso a costruire milioni di metri cubi di cemento in Via Plinio, tanto proclamato ed osannato dall’attuale sindaco di Torre Annunziata, non ha niente a che vedere con l’incombente pericolo vulcanico e con la stringente normativa che vieta in maniera assoluta la movimentazione di ogni singola pietra nella zona torrese ed in tutto l’ambito territoriale definito “zona rossa”?

Oppure valgono le vecchie, acclarate definizioni di “poteri forti e poteri deboli” o più semplicemente di “figli e figliastri” a cui è possibile, volta per volta, concedere o negare le medesime cose? Magari giustificando le occasionali concessioni a costruire, tanto fotografate e pubblicizzate, con possibili investimenti a cascata (?), con eventuali nuovi posti di lavoro (?), con ipotetici vantaggi per la comunità (?), ecc. ecc. ecc.? E aggiungo: con succosi frutti attesi in ambito politico/elettorale e tecnico/finanziario?

E' in corso la campagna elettorale a livello comunale. Ad elezioni avvenute ed a risultati acquisiti, probabilmente arriveranno precisazioni e chiarimenti anche in ordine alla fattibilità sul piano amministrativo e legale del futuro "mega-parco" torrese.

Sàntolo Cannavale




Leggi l’articolo integrale pubblicato il 30 maggio 2017 sul giornale online Torresette.it: “Torre Annunziata - E' realtà il mega-parco di via Plinio: dal 5 giugno iniziano i lavori”

Leggi anche l’articolo pubblicato il 3 giugno 2017 sul sito Torresette.it: “Torre Annunziata - Posa della prima pietra per il mega parco Pompei 2000”

Leggi la lettera sull'argomento, inviata il 21 ottobre 2016 al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Leggi l'articolo di Giovanni Salvati, pubblicato il 4 giugno 2017 su Metropolisweb: "Parco Urbano a Torre Annunziata, prima pietra ma il progetto sarà stravolto A via Plinio Licenze edilizie concesse alla vigilia del voto dopo 10 anni di ritardi Farsa Starita: taglierà il nastro per il via ai lavori di un’opera privata"

Leggi l'articolo pubblicato il 5 giugno 2017 au Stabiachannel: "Torre Annunziata - Parco urbano, aperto il cantiere. Nell’area Tecnotubi via alla realizzazione del parco urbano Pompei 2000 da parte della società Irgen Re; primo passo, la bonifica"

Leggi l'articolo pubblicato il 4 giugno 2017 su mepropolis.it: Le accuse del leader di Centro Comune Lello Sentiero: «Nuova mazzata per le attività locali»




     
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