Reddito di cittadinanza: chi paga?

18/05/2017 - Pur con tutte le personali perplessità sulla possibilità d'introduzione e gestione del reddito di cittadinanza, mi auguro che i "5 stelle" vedano giusto e lontano e, col supporto elettorale dei concittadini, possano tirare fuori il nostro Paese dalle decennali difficoltà che pregiudicano il futuro di tanti giovani, impossibilitati ad entrare nel meccanismo produttivo nazionale ed a contribuire al naturale riscatto sociale ed economico dell’Italia.









Riporto in calce, per amore di utile informazione, l’articolo di Manuela Perrone, pubblicato il 18 maggio 2017 su Il Sole 24Ore: “Così il M5S vuole finanziare il reddito di cittadinanza.”


La “vecchia proposta” dei "5stelle" relativa al reddito di cittadinanza in linea di massima sarebbe una buona idea. Sarebbe proponibile e fattibile in uno Stato fatto di persone responsabili, giudiziose e collaborative, a tutti i livelli a partire da quelli politici di vertice.

Sarebbe una soluzione utile in una fase storica caratterizzata da rallentamento economico generale, con opportunità di sollecitare e sostenere la “macchina produttiva e commerciale” del Paese, in attesa della ripresa autonoma e sostenuta.

Ma siamo in Italia, cioè in un Paese dove, tanto per dirne una, le aziende fanno a gara ad azzerare i redditi tassabili e frequentemente spostano le loro sedi fiscali all’estero (Gran Bretagna, Irlanda, Olanda, ecc. ecc.) dove abitualmente si paga il 25% (ed anche meno) delle imposte a cui sarebbero assoggettate in Italia.

Valga per tutte la scelta operata dalla Fiat – oggi FCA: Fiat Chrysler Automobiles - che ha spostato la sede fiscale a Londra (dove paga le imposte) e la sede legale ad Amsterdam (dove riunisce i suoi azionisti), dimenticandosi delle sue origini italiane e del compito sociale oltre che industriale e finanziario implicitamente assegnato ad una grande azienda nazionale ed internazionale.

Detto questo, pur con tutte le personali perplessità sulla possibilità d'introduzione e gestione del reddito di cittadinanza, mi auguro che i "5 stelle" vedano giusto e lontano e, col supporto elettorale dei concittadini, possano tirare fuori il nostro Paese dalle decennali difficoltà che pregiudicano il futuro di tanti giovani, impossibilitati ad entrare nel meccanismo produttivo nazionale ed a contribuire al naturale riscatto sociale ed economico dell’Italia.

Sàntolo Cannavale





Per comodità di consultazione riporto di seguito l’articolo: “Così il M5S vuole finanziare il reddito di cittadinanza.”

ROMA - È la bandiera del M5S, la risposta unanime dei pentastellati alla domanda: quale sarebbe il vostro primo provvedimento se riusciste ad andare al governo? Il reddito di cittadinanza, che sarà celebrato sabato alla «marcia contro la povertà» Perugia-Assisi a cui parteciperà tutto lo stato maggiore dei Cinque Stelle, compresi Beppe Grillo e Davide Casaleggio, è ritenuta «la vera manovra per la crescita», capace di «aumentare la domanda interna dal 4 al 22%» e i ricavi delle Pmi al prezzo dell’1% del Pil e del 2% della spesa pubblica.
Un sostegno economico riconosciuto a chi è a rischio di povertà, ovvero quegli oltre 9 milioni di italiani (3 milioni di famiglie) che non raggiungono i 9.360 euro l’anno (vedi la tabella con tutte le coperture indicate per il reddito di cittadinanza).

Quali coperture

Grillo ha avuto gioco facile, ieri, davanti ai nuovi dati Istat che parlano di 1,6 milioni di famiglie in povertà assoluta, a ricordare dal blog che «la povertà è la piaga più esposta dell’Italia di oggi», colpa di «globalizzazione e deliri bancari». Le coperture individuate per il reddito di cittadinanza (la tabella a fianco è l’ultima prodotta, aggiornata al 21 marzo) superano la soglia di 20 miliardi.
«Il governo Gentiloni li ha trovati in 24 ore per pagare il debito del sistema bancario, per i cittadini in difficoltà e i pensionati minimi invece non si trovano denari», ha sottolineato Alessandro Di Battista. Che però non si sofferma sulla differenza: i fondi per le banche sono una tantum e dunque avranno impatto solo sul debito pubblico, mentre l’eventuale introduzione di un sussidio universale inciderebbe sul deficit, anno per anno.

Tagli alle detrazioni

Il grosso dei 20 miliardi arriva dalle sempreverdi tax (le detrazioni fiscali) expenditures e dalla spending review, con incursioni nei settori contro i quali il M5S è più critico: banche e assicurazioni, multinazionali del gas e del petrolio, giochi. Ma tornano anche i tagli ai ««privilegi della casta» su cui il Movimento ha costruito la sua fortuna politica: vitalizi, auto blu, indennità parlamentari, fondi ai partiti e all’editoria.
Nonché l’addio al Cnel, salvato dal referendum.

Se una persona è sola e senza reddito, la proposta M5S - messa nero su bianco nel ddl 1148 presentato nel 2013 in Senato, a prima firma Nunzia Catalfo - gli garantirebbe 780 euro al mese. Se percepisce già un reddito, gli spetterebbe la differenza tra i 780 euro e quanto percepito. Se il nucleo è composto da più persone, scatterebbe una sorta di quoziente familiare: in due si va da un minimo di 1.014 euro a un massimo di 1.170, in tre da 1.248 a 1.560 euro. E così via.

A quali condizioni

I Cinque Stelle tengono sempre a sottolineare che il reddito di cittadinanza non è una misura assistenziale, ma «condizionata». Comporta cioè precisi obblighi per il destinatario, tra cui iscriversi presso i centri per l’impiego pubblici e offrire un contributo di massimo 8 ore settimanali ai progetti sociali del Comune di residenza. I controlli sono affidati agli stessi centri, collegati telematicamente con i ministeri e con l’Agenzia delle Entrate.

Sono in molti a dubitare che basterà. Ma il M5S insiste: «L’Italia è l’unico Paese europeo insieme alla Grecia a non avere ancora il reddito di cittadinanza». È possibile che il Pd di Matteo Renzi rilancerà. Magari articolando sul serio una proposta di «lavoro di cittadinanza», accennata dall’ex premier durante il viaggio in California. Soprattutto se è vero, come sostengono i sondaggisti, che alle prossime elezioni conquistare il voto dei poveri sarà determinante.

Manuela Perrone – Il Sole 24Ore




Le coperture indicate per il reddito di cittadinanza:

Coperture finanziarie per oltre 20 miliardi (per questioni contabili, possono essere oggetto di modifica)

Tagli alla spesa della P.A.Centralizzando gli acquisti. Ogni oggetto acquistato dalla Pubblica amministrazione dovrà avere lo stesso prezzo da Aosta a Bari 2,5 mld

Aumento tassazione banche e assicurazioni. Riduzione della percentuale di deducibilità degli interessi passivi per banche ed assicurazioni 2 mld

Aumento costi per trivellazioni. Aumento canoni alle multinazionali per l'attività di ricerca di gas e petrolio 1,5 mld

Tassazione gioco d'azzardo. Si aumentano le tasse sul gioco d'azzardo (Aumento del Preu) 1 mld

Riduzione indennità parlamentari. Stipendio non superiore a 5.000 € lordi 600 mln

Soppressione enti inutili (Cnel...). Soppressione di tutti gli enti pubblici non economici (deroghe per le federazioni sportive e per gli enti operanti nel settore della cultura) 500 mln

Taglio auto blu ospedaliere. Eliminazione auto blu ospedaliere non strettamente indispensabili ai servizi sanitari 300 mln

Riduzione degli affitti d'oro. Taglio alle spese della P.A. per affitti di immobili 250 mln

Abolizione pensioni d'oro cariche pubbliche elettive. Decurtazione del 50% dei vitalizi relativi alle cariche pubbliche elettive 150 mln

Riduzione pensioni d'oro. Taglio ai contributi di solidarietà sulle pensioni d'oro 150 mln

Tax expenditure. Riduzione alle detrazioni dei redditi più alti. Esclusi quelli sociali 5 mld

Taglio auto blu. Taglio alla spesa sostenuta dalla P.A. per le autovetture 100 mln

Fondo per il sostegno alla povertà. Le risorse del Fondo per il sostegno alla povertà, andranno a confluire nel Fondo per il Reddito di cittadinanza 1,5 mld

Revoca detrazioni. Revoca delle detrazioni dei redditi superiori a 90.000 euro 300 mln

Concessioni autostradali. Si propone l'aumento della percentuale del canone annuo a carico delle concessionari autostradali senza alcun aumento per i pedaggi 140 mln

Eliminazione contributi statali per le intercettazioni. Eliminazione tassa che lo Stato paga alle compagnie telefoniche per le intercettazioni investigative 29 mln

Taglio ai finanziamenti all'editoria. Eliminazione di ogni contributo pubblico all’editoria 23 mln

Taglio Fondi finanziamento ai partiti. Taglio del finanziamento pubblico ai partiti che i governi Letta- Renzi hanno fatto finta di tagliare 20 mln

Divieto Cumulo Pensionistico*. Non cumulabilità redditi autonomi e dipendenti*. Tagli Organi Costituzionali*. Taglio dividendi Banca d'Italia*. Dividendi Inps - Partecipazioni Banca d'Italia* Stima Gettito 5 mld

*) Gettito quantificabile solo a consuntivo, ma accordato con centro studi bilancio

Fonte: Movimento 5 Stelle



Leggi l'articolo di Oscar Giannino, pubblicato il 19 maggio 2017 su Il Mattino di Napoli: "Tasse, perché l’Italia è la Cenerentola."

Articolo della Redazione romana de Il sole 24Ore, pubblicato il 20 maggio 2017: M5s, migliaia in marcia per il reddito di cittadinanza. Grillo: «Siamo i veri francescani»

Leggi l'articolo pubblicato il 19 maggio 2017 su Rassegna sindacale: "L'Italia non cresce ed è sempre più povera."




     
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