Barack Obama in visita a Milano

11/05/2017 - Non vorrei che Obama, tornando nel suo Paese debba chiedersi: sono veramente tanto bravo e tanto divo oppure mi è capitata l'occasione di incontrare gli uomini più "bizzarri ed accomodanti" di questo mondo?








Ho letto molti commenti a margine dell'evento milanese connessi alla visita di Barack Obama, la prima da ex presidente fuori dagli USA: alcuni positivi, altri intrisi di disappunto e comprensibile amarezza.

I telegiornali hanno dato informazioni sommarie sulla "lezione magistrale" di Obama. Egli, tra l'altro, avrebbe posto l'accento sul fatto che 200 milioni di persone nel mondo non hanno di che sfamarsi.

Con i tre milioni di euro incassati - come riportato dalla stampa - Obama potrebbe dar da mangiare a circa 10.000 persone per un anno intero, salvandole dalla indigenza e, forse, dalla morte.

Data la "sensibilità e lungimiranza" dell'uomo, immagino che Obama si adopererà in questo senso e salverà dalla fame almeno 10.000 persone bisognose ed anzi solleciterà altri ricconi benestanti del mondo intero a fare altrettanto! Chissà che per tale via non si riesca a placare gli africani in difficoltà, ansiosi soltanto di mettere piede nell'Europa immaginata "grassa" e "comprensiva"!

Un'operazione del genere consentirebbe una provvidenziale redistribuzione del reddito e una giustizia sociale in aiuto di migliaia di persone in difficoltà. Il Papa Francesco Bergoglio esulterebbe!

Piuttosto, una cosa non so spiegarmi: come è possibile che ci siano state 3.500 persone nel milanese pronte a sborsare una cifra così importante (per l'uomo della strada) al fine di ascoltare un signore per un'ora circa, su un tema così poco meditato e praticato negli Stati Uniti, tanto che gli abitanti di quel continente sono mediamente a dir poco "sovrappeso"?

Si potrebbe osservare che il corposo "ticket" richiesto per ascoltare l'ex presidente americano derivasse anche dall'esigenza di fare selezione tra le migliaia di potenziali partecipanti. In ogni casi si tratterebbe di giustificazione compiacente ed opportunistica.

Non vorrei che Obama, tornando nel suo Paese debba chiedersi: sono veramente tanto bravo e tanto divo oppure mi è capitata l'occasione di incontrare gli uomini più "bizzarri ed accomodanti" di questo mondo?

Ed ancora: questi italiani hanno rimosso del tutto l’intervento armato americano in Libia, il conseguente caos provocato nel Mediterraneo (immigrazione selvaggia ed altro), i danni enormi alla sicurezza ed all’economia italiana?

A tal proposito sarebbe opportuno, da parte della stampa specializzata, elencare e rammentare le innumerevoli aziende italiane - all’epoca operanti in Libia, anche quotate alla borsa valori milanese - disastrate e fallite dopo l’annientamento di Gheddafi ad opera degli americani, col supporto interessato di francesi ed inglesi!

Va dato atto all'ex presidente USA di aver ammesso, in tempi recenti: con la Libia abbiamo sbagliato. Pensavamo all’esistenza di piani alternativi per "portare la democrazia in Libia", purtroppo la situazione ci è sfuggita di mano.
Alla storia il compito di mettere insieme i tasselli e fare chiarezza!

Indubbiamente i meriti di Obama sono cresciuti a dismisura dopo l'elezione alla Casa Bianca di Donald Trump e dopo l'annullamento di alcuni provvedimenti del suo predecessore, in particolare la riforma sanitaria.

Un grazie quindi al nuovo presidente USA per la riscoperta e la sopravvalutazione del conferenziere illuminato Barack.

Sàntolo Cannavale




Leggi l’articolo di Sabrina Cottone, pubblicato in data 8 maggio 2017 su Il Giornale: “Obama parla a Milano (850 euro per ascoltarlo)

Leggi l'articolo pubblicato l'8 maggio 2017 su Repubblica: "A Milano è l'Obama-day, centro blindato e bagno di folla: Leonardo e Duomo, poi arriva Renzi."

Leggi l’articolo pubblicato il 10 marzo 2016 su Repubblica: Libia, il bilancio di Obama: "Un errore sostenere intervento Nato nel 2011”.
L’articolo riporta alcuni passi dell’intervista effettuata da Jeffrey Goldberg all’ex presidente Obama sulla politica estera, per la rivista The Atlantic.





     
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