Unione Europea: difficile mettere assieme i crediti in sofferenza

08/04/2017 - Accantonate per ora le proposte dell’European Banking Authority (Eba). «Problema da affrontare a livello nazionale». Il vicepresidente portoghese della Bce, Vitor Costancio, ha aperto alla rinegoziazione tra la banca e i debitori di finanziamenti deteriorati (Non performing loans - Npl) a prezzi di mercato superscontati









Riporto di seguito l’articolo di Ivo Caizzi, pubblicato il 7 aprile 2017 su Corriere.it: “Banche, Ue divisa sui crediti a rischio. Più lontana una «bad bank» europea.”


Le divisioni tra Paesi Ue con ingenti crediti deteriorati nel sistema bancario nazionale e quelli meno coinvolti nel problema hanno frenato le proposte di una soluzione comune per alleggerire gli istituti in difficoltà. Lo si è capito dopo la sessione dei 28 ministri finanziari nell’Ecofin informale a La Valletta (Malta) sui circa mille miliardi di euro dei cosiddetti Npl (prestiti non performanti) stimati nelle banche europee.
Il presidente di turno della riunione, il ministro maltese Edward Scicluna, e il vicepresidente lettone della Commissione europea Valdis Dombrovskis hanno chiarito che il problema dei crediti deteriorati va affrontato rapidamente, ma principalmente a livello nazionale.

Rinegoziazione tra privati

Il vicepresidente portoghese della Bce, Vitor Costancio, ha aperto alla rinegoziazione tra la banca e i debitori ai prezzi di mercato superscontati dei Npl (scesi a volte a tra il 20 e il 30% del prestito) su base privata e senza interventi comunitari. L’Ecofin si è impegnato a varare «entro giugno» solo un documento con «linee guida» e proposte di armonizzazione delle procedure per lo smaltimento dei crediti deteriorati.

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, conscio che le banche italiane detengono la quota più grossa dei mille miliardi di Npl, era entrato all’Ecofin dichiarandosi favorevole a interventi comuni. «L’Italia si sta già attivando per trovare soluzioni concrete a livello nazionale — ha detto Padoan —. E, se ci sono strumenti europei che possono facilitare questa direzione, sono benvenuti».

L’ipotesi di una bad bank europea, avanzata dal presidente dell’Autorità bancaria Ue Andrea Enria, la considerava «uno degli argomenti sul tappeto». Invece le proposte sono state respinte o accantonate almeno fino alle elezioni in Germania, dove molti elettori sono contrari alla condivisione di rischi bancari dei Paesi mediterranei. Padoan, al termine della sessione sugli Npl, non ha voluto commentare i resoconti poco incoraggianti di Scicluna e Dombrovskis sulle distanze tra Paesi con situazioni bancarie e legislazioni sul recupero crediti «diverse».

La possibilità di rinegoziazione ai livelli di mercato degli Npl, che consentirebbe a molte famiglie di mantenere la casa o a piccole imprese di restare in attività, è considerata percorribile dalla Bce. «Si tratta puramente di una questione tra privati, tra banca e cliente — ha detto Costancio —. Dipende quindi dalla disponibilità della banca a rinegoziare il debito a certe condizioni o no. Molte banche hanno evitato di vendere e aspettano per vedere se gli asset riprendono valore. Quindi, non sono disposte a vendere. Ma non può essere una politica pubblica, bensì un contratto privato tra la banca e il suo cliente, che può andare in quella direzione se entrambe le parti lo desiderano».

Padoan, in vista della manovra da presentare a Bruxelles entro aprile, ha avuto il via libera della Commissione per l’estensione dello split payment, che consente allo Stato di versare l’Iva direttamente all’erario quando paga un bene o un servizio (e di evitare una eventuale evasione del venditore). Dal 2015 questa concessione di Bruxelles ha consentito vari miliardi di gettito in più. Nell’Eurogruppo è stato anche annunciato un «passo avanti» per lo sblocco dei nuovi prestiti alla Grecia.

Ivo Caizzi, Corriere.it



Leggi l'articolo pubblicato il 7 aprile 2017 sul sito Firstonline.info: "Italia, l’economia risale senza credito ma durerà?"

Leggi l'articolo di Eva Palumbo, pubblicato in data 8 aprile 2017 su Milano-Finanza: "Padoan: passi avanti su Mps"

Leggi l'articolo di Emile Gagna (Candriam), pubblicato il 20 aprile 207 su Wallstreet Italia: "Le divergenze del debito pubblico comportano rischi per l’area euro."

Leggi l'articolo di Mario Baldassarri, pubblicato il 3 maggio 2017 su Il Sole 24Ore: "Perché è urgente la Federazione degli Stati Uniti d’Europa"

Leggi l'articolo di Enrico Marro, pubblicato il 5 maggio 2017: "Borse, come difendersi dal prossimo «cigno nero»

Leggi l'articolo di Luca Piana, pubblicato il 4 maggio 2017 su L'Espresso: "Il piano dell'Europa per non farsi travolgere dal debito pubblico italiano."

Leggi l'articolo di Isabella Bufacchi, pubblicato il 9 maggio 2017 su Il sole 24Ore: "Perchè nell’Europa ideale di Macron il BTp avrebbe un rating “AAA”. L'elezione dell'europeista Emmanuel Macron alla guida dell'Eliseo aumenta le aspettative dei mercati favorevoli a un'accelerazione dell'Unione europea e a un'evoluzione delle istituzioni europee e dei progetti nel cassetto di natura finanziaria: da un ruolo potenziato del Meccanismo europeo di Stabilità (MES) all'Unione bancaria, dall'Unione del mercato dei capitali alla bad bank europea, dagli eurobond all'unione fiscale con un ministro dell'economia europeo. Un'Europa più unita sotto il profilo finanziario crea un habitat ideale per i BTP, nel momento in cui in prospettiva verrà meno il sostegno e la protezione del QE della Bce."

Leggi l'articolo di Dimitri Deliolanes, pubblicato in data 8 maggio 2017 sulla rivista Sbilanciamoci.it: "Grecia, la battaglia sul debito"

Leggi l'articolo pubblicato in data 11 marzo 2017 dsu Sbilanciamoci.it: "La nostra Europa/Gli speciali di Sbilanciamoci."

Leggi l'articolo di Anna Gelpern, pubblicato il 05 giugno 2017 su Il Sole 24Ore: " Il «latinorum» dell’uscita dall’euro"

Leggi l'articolo di Beda Romano, pubblicato il 6 giugno 2017 su Il sole 24Ore: "Il dilemma dell’Italia: salvare le due banche venete, o salvare l’unione bancaria?"

Leggi l'articolo di Marco Ferrando, pubblicato il 07 giugno 2017 su Il sole 24Ore: " Banco Popular, salvataggio lampo: Santander lo compra per un euro e lancia aumento da 7 miliardi."




     
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